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AL VIA L’ASSEGNO UNICO UNIVERSALE

A partire dal mese di febbraio, dice l’Inps (messaggio n.572), l’assegno unico viene pagato utilizzando i nuovi valori. La rivalutazione del suo importo già pagato in gennaio con i criteri 2023 sarà conguagliata con la mensilità di febbraio. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Un solo assegno. Introdotto a marzo 2022, l’assegno unico ha sostituito il premio previsto alle nascite e adozioni, gli assegni per il nucleo familiari (Anf), il bonus bebè e le detrazioni fiscali per i figli.

La sua gestione è di esclusiva competenza Inps. Gestione ancor più marcata rispetto all’assegno per il nucleo familiare (Anf). infatti, mentre per quest’ultimo il coinvolgimento del datore era previsto per l’erogazione nel cedolino di paga, per il neonato assegno ci pensa l’Inps.

 

L’Isee. Il nuovo assegno viene pagato a tutte le famiglie che hanno figli fino a 18 anni. Il limite di età sale a 21 anni nel caso in cui il giovane sia dedito a studi o tirocini. Cioè lavori, ma con un reddito complessivo annuo inferiore a 8.000 euro, anche se è disoccupato o sta svolgendo il servizio civile universale.

 

Deroghe. I limiti di età non si applicano in presenza di disabilità del figlio. Né influisce la condizione lavorativa dei genitori, che possono essere anche inoccupati. Produrre l’Isee non è obbligatorio. In mancanza si ha diritto, comunque, all’importo minimo. La domanda deve riguardare tutti i figli, integrandola in caso di nascite, ricordando che l’assegno unico spetta dal settimo mese di gravidanza.

 

La richiesta. Tutte le famiglie che in precedenza hanno già usufruito dell’assegno unico non dovranno più ripresentare la domanda. L’assegno, infatti, verrà pagato direttamente dall’istituto previdenziale in base ai dati comunicati. Solo in caso di variazione occorrerà presentare una nuova domanda. Come per esempio in caso di nascita di un altro bambino o in caso di nuovo stato di disabilità di un figlio.